“Iliade – prove di drammaturgia dello sport” è stata un’iniziativa di professionalizzazione artistica specificamente rivolta a otto giovani artisti e artiste di età inferiore ai 35 anni. Il progetto ha previsto l’attuazione di un percorso formativo intensivo della durata di tre settimane, tenutosi presso il Teatro Basilica di Roma, e si è concluso con la realizzazione di due repliche pubbliche, integrate nel cartellone della stagione ufficiale del teatro. Si attesta che tutte le attività previste sono state regolarmente completate in conformità con il piano originario, conseguendo risultati pienamente soddisfacenti sia sul versante formativo che su quello artistico.
La fase di selezione è stata espletata in aderenza alla procedura stabilita, con il completamento di entrambe le fasi previste. A tal fine, è stata diffusa una call pubblica con copertura a livello nazionale, supportata da una capillare campagna di comunicazione che ha raggiunto gli obiettivi di visibilità predefiniti. Sono pervenute oltre trecento candidature durante la prima fase e sono stati selezionati 30 candidati e candidate incontrati, durante il mese di agosto, per i colloqui individuali. Tutto il materiale inviato dalle/dai giovani artiste/i è stato oggetto di attenta valutazione da parte dei docenti del progetto, Francesca Macrì e Andrea Trapani della compagnia Biancofango. La selezione è terminata dunque con la scelta di due drammaturghe, un regista e una regista e tre attori e un’attrice, tutte/i caratterizzate/i da profili di eccellenza e forte motivazione. Tutte/i hanno seguito il percorso per intero dal 29 settembre al 19 ottobre: l’inizio del percorso è stato, rispetto alle date dichiarate in fase di candidatura, prorogato di due settimane per incontrare meglio le esigenze del TeatroBasilica rispetto al calendario di stagione e delle/dei candidate/i.
La prima settimana del percorso formativo si è svolta in piena conformità con la programmazione stabilita, totalizzando quarantotto ore complessive di attività, articolate in sei giornate di nove ore ciascuna. Francesca Macrì e Andrea Trapani hanno condotto l’intero gruppo nell’esplorazione della metodologia che pone in relazione il teatro e lo sport, l’azione teatrale con azione sportiva. Il percorso didattico si è sviluppato su tre livelli paralleli e complementari – drammaturgico, registico e attoriale – permettendo a tutti i partecipanti e a tutte le partecipanti un approccio simultaneo sia esterno che interno rispetto ai differenti ruoli ricoperti. Lo studio e l’analisi dell’ambito sportivo, nelle sue normative, performance, gesti atletici e verbalità extra-sportiva, hanno rappresentato il punto di partenza per dipanare l’articolata connessione con il teatro. La metodologia ha posto in evidenza come l’analogia tra questi due mondi costituisca un possibile motore nella costruzione dell’atto creativo e performativo. Ogni giornata è stata strutturata a partire da un momento collettivo di training specifico, con esercizi funzionali alla costruzione di dinamiche e modelli per il lavoro dell’attore e dell’attrice, la direzione d’attore e d’attrice, la costruzione del fatto scenico e il lavoro drammaturgico. Successivamente, l’attività si è articolata in due fasi distinte. La prima fase ha visto ciascuno degli otto artisti e artiste impegnato/a individualmente nell’indagine attiva della relazione tra azioni fisiche e verbali derivate dall’Iliade di Omero e partiture di azioni originate da uno sport liberamente selezionato. Particolare rilievo è stato attribuito alle connessioni emotive e fisiologiche tra l’azione di matrice sportiva e la sua declinazione teatrale, lasciata libera di trasformarsi poeticamente nella scrittura drammaturgica e nell’azione scenica. La seconda fase ha previsto un lavoro collettivo su più scene, analizzate insieme agli allievi e alle allieve con l’obiettivo di costruire le basi per una riscrittura drammaturgica, un impianto registico e un lavoro autoriale con gli attori e le attrici, esplorata attraverso diversi modelli analogici sportivi, potenziando al massimo le interconnessioni tra i due ambiti. Al termine della prima settimana i due drammaturghi e le due drammaturghe hanno selezionato le scene su cui focalizzare il lavoro nella fase successiva.
La seconda settimana si è svolta in base alla struttura organizzativa delineata, con i gruppi suddivisi in funzione delle scene scelte e del numero di attori e attrici coinvolti. Ciascuna drammaturga ha selezionato quattro personaggi chiave dell’Iliade e più scene/episodi (rispetto alle due inizialmente programmate), procedendo alla rielaborazione e riscrittura drammaturgica che ha incluso la scelta di più di uno sport quale cornice per organizzare il percorso. I registi e le registe hanno dedicato quattro ore giornaliere alla collaborazione con il proprio drammaturgo o la propria drammaturga di riferimento e ulteriori quattro ore con gli attori, le attrici e il drammaturgo o la drammaturga nel ruolo di dramaturg. Gli attori e le attrici hanno lavorato equamente tra le due coppie regista-drammaturgo/a. Sotto la costante supervisione e il tutoraggio di Francesca Macrì e Andrea Trapani, i drammaturghi e le drammaturghe hanno operato in stretta sinergia con registi, registe, attori e attrici sulle scene in fase di riscrittura. Le sezioni narrative selezionate sono state rielaborate in versioni drammaturgiche capaci di evocare l’intero percorso strutturale e narrativo del poema omerico, con la metodologia sportiva come stimolo per percorsi innovativi in grado di far dialogare il patrimonio culturale occidentale con il contesto contemporaneo.
La terza settimana ha visto il coordinamento del lavoro affidato ai due registi e alle due registe, ciascuno/a impegnato/a nella direzione di due scene del testo. Nei primi quattro giorni, da lunedì a giovedì, l’articolazione oraria è rimasta invariata rispetto alla settimana precedente. Le dinamiche ludiche si sono rivelate funzionali alla costruzione spettacolare e al lavoro sui principi di composizione, contribuendo alla creazione di un universo immaginario di fondamentale rilevanza per l’attendibilità e l’efficacia della recitazione. Il venerdì le prove sono state trasferite sul palcoscenico del Teatro Basilica, dove si è proceduto con l’allestimento scenico. Sono state messe a disposizione dei registi e delle registe le risorse economiche previste per la realizzazione dell’allestimento, consentendo una messa in scena di profilo professionale. Questo momento ha rappresentato il passaggio cruciale dalla sala prove allo spazio teatrale propriamente detto, permettendo agli artisti e alle artiste di confrontarsi con le specificità tecniche e spaziali del palcoscenico.
Il fine settimana conclusivo è stato dedicato alla realizzazione delle due repliche pubbliche previste, regolarmente inserite nel cartellone della stagione 2025/2026 del Teatro Basilica. Tali presentazioni hanno costituito parte integrante del percorso formativo, completando il ciclo della comprensione attiva della metodologia attraverso il filtro dello sguardo dello spettatore e della spettatrice. Le due serate hanno riscosso un significativo successo di pubblico (in entrambe le serate sono stati esauriti i posti disponibili, facendo registrare circa 250 spettatori in tutto). Il teatro ha attratto il pubblico giovane e fedele che lo frequenta abitualmente, oltre a numerosi operatori e operatrici del settore appositamente invitati. L’esposizione in tale contesto qualificato ha offerto agli artisti e alle artiste under 35 l’opportunità di evidenziare il proprio talento e le competenze acquisite durante il percorso. A seguire della seconda replica si è svolto l’incontro col pubblico e con gli operatori e le operatrici. Hanno partecipato oltre a numerosi giovani attrici/attori, registe/registi presenti in sala, i docenti Francesca Macrì e Andrea Trapani, il responsabile di progetto, le/gli artiste/i selezionate/i, Simone Nebbia, Attilio Scarpellini, Laura Novelli (critici e critiche), Roberta Nicolai (direttrice artistica di Teatri di Vetro). La loro presenza ha arricchito in maniera significativa il momento di confronto con interventi e riflessioni qualificate, favorendo approfondimenti sul piano tecnico, metodologico, pedagogico e di pensiero. Sarà possibile visionare l’esito della restituzione al seguente link.
Il progetto “Iliade – prove di drammaturgia dello sport” ha conseguito pienamente tutti gli obiettivi prefissati. Tutte le attività programmate sono state realizzate secondo il cronoprogramma stabilito. La selezione dei partecipanti, le tre settimane di residenza artistica, il percorso formativo sulla metodologia che interconnette teatro e sport, e le due repliche pubbliche all’interno della stagione del Teatro Basilica si sono svolte regolarmente e con esiti di elevata qualità. La metodologia proposta da Francesca Macrì e Andrea Trapani si è dimostrata efficace nel creare connessioni innovative tra il patrimonio classico dell’Iliade e il linguaggio contemporaneo dello sport, fornendo agli otto artisti e artiste under 35 strumenti concreti per la professionalizzazione artistica. L’approccio integrato che ha coinvolto in maniera simultanea drammaturghi, drammaturghe, registi, registe, attori e attrici ha favorito una comprensione completa e multidisciplinare del processo creativo. L’inserimento delle presentazioni finali nella stagione ufficiale del Teatro Basilica ha valorizzato il lavoro sotto molteplici aspetti: ha offerto agli artisti e alle artiste una prestigiosa piattaforma di visibilità, ha garantito un’esposizione qualificata di fronte a pubblico e operatori e operatrici del settore, e ha conferito al progetto una dimensione pubblica e istituzionale che ne ha amplificato la portata comunicativa e il valore pedagogico. Il confronto con operatori e operatrici qualificate/i durante gli incontri post-spettacolo ha generato opportunità concrete per lo sviluppo professionale dei/delle partecipanti e ha aperto prospettive per la replicabilità e l’evoluzione futura dell’esperienza formativa. Il progetto si conclude pertanto con il pieno espletamento di tutte le attività previste e con risultati che hanno superato le aspettative iniziali, sia in termini di qualità artistica che di efficacia formativa.